Come fotografo, mi capita spesso di trovarmi all’interno di vari tribunali per questioni relative al diritto d’autore. Alcuni di questi edifici sono anonimi e formali, mentre altri, grazie alla loro architettura, alla loro storia o a entrambe le cose, suscitano determinate emozioni. Alcuni edifici ispirano rispetto. Altri ti mettono a disagio. In qualche modo, il complesso del Tribunale distrettuale di Breslavia riesce a suscitare entrambe le sensazioni e, per anni, ho voluto provare a catturare quella tensione unica in una fotografia.
Un edificio imponente
La costruzione dell'edificio iniziò nel 1845 e fu completata nel 1852. Progettato dall'architetto berlinese Karl Ferdinand Busse, il complesso del tribunale è un edificio davvero imponente. A differenza di tanti tribunali dal carattere spoglio e funzionale, quello di Breslavia ha l'aspetto di una fortezza, con tanto di torri ai lati dell'ingresso. Forse Busse aveva un senso dell'umorismo un po' irriverente; il complesso, che comprende il tribunale e una prigione, è stato costruito secondo una pianta a croce greca, cosa che mi è sembrata una scelta strana, considerando la funzione del complesso. Due aggiunte successive al complesso hanno un aspetto più moderno e tipico di un edificio giudiziario, ma non sminuiscono affatto l'aspetto imponente della struttura originale.
Una storia oscura
La storia dell'edificio è inquietante quanto la sua facciata. Per un certo periodo durante la Seconda guerra mondiale, l'edificio fu utilizzato dai nazisti come prigione. Fu anche utilizzato per le esecuzioni: i condannati a morte dal Terzo Reich venivano mandati alla ghigliottina. Si trattava per lo più di prigionieri politici, portati da vari paesi occupati dai nazisti nell'ambito della sinistra campagna del regime denominata "Notte e nebbia". Nel complesso ci furono circa mille esecuzioni e, come in molti regimi totalitari, le vittime “scomparvero”, con le loro famiglie che non seppero mai cosa ne fosse stato di loro. Più tardi, quando la guerra finì, l’edificio fu usato dai funzionari comunisti per detenere i membri dell’Esercito Nazionale Polacco e altri membri della resistenza. Anche in una giornata di sole, è difficile non sentire un po’ del peso del passato oscuro di questo edificio.
Fare i conti con la storia
Forse la mia incapacità di immortalare quella corte esattamente come volevo aveva più a che fare con il suo passato e con quei lievi brividi di paura che provavo conoscendone la storia, piuttosto che con eventuali problemi tecnici. Volevo fotografarla da anni, ma non riuscivo mai a ottenere il risultato giusto. Ho dovuto imparare ad avvicinarmi lentamente e a non rifuggire dalla sua storia travagliata. Ho dovuto ricordare a me stesso che vivo in un’epoca diversa e che la maggior parte di noi, la stragrande maggioranza dell’umanità, venera la giustizia e aborrisce gli abusi di potere. Di fronte all’edificio in una giornata splendida e soleggiata, ho inquadrato la foto con la sua facciata maestosa e inquietante proprio al centro. Se rappresenta un passato un tempo brutale, rappresenta anche la solenne necessità di un sistema giusto. Ti consiglio vivamente di visitare Breslavia, una gemma nascosta e una città europea sottovalutata.











