Nel centro di Varsavia si trova il monumento a Niccolò Copernico, a cui sono legate tante storie quante sono le lingue in cui sono state scritte. Sebbene a Montreal e Chicago si possano trovare copie fedeli di questo monumento, è proprio quello situato di fronte al Palazzo Staszic ad avere forse la storia più movimentata.
Monumento a Copernico
Il monumento a Niccolò Copernico fu realizzato su iniziativa dello scienziato e filosofo Stanisław Staszic. Una delle leggende narra che, in origine, il monumento avrebbe dovuto essere eretto a Toruń. L'idea nacque dopo che Staszic venne a sapere che Napoleone Bonaparte si era stupito del fatto che Toruń non avesse ancora una scultura di Copernico (che era nato proprio lì). Le spartizioni della Polonia e l'annessione di Toruń alla Prussia mandarono all'aria questi piani e alla fine il monumento fu eretto a Varsavia.
Un'altra storia sul monumento a Niccolò Copernico a Varsavia racconta che il clero si rifiutò di partecipare all'inaugurazione dell'opera. Perché? Perché in passato il volume pubblicato da Copernico era stato condannato da Roma e inserito nell'indice dei libri proibiti.
Anche il monumento a Niccolò Copernico divenne oggetto di contesa tra la Polonia clandestina e gli occupanti tedeschi durante la Seconda guerra mondiale. In origine, il monumento a Niccolò Copernico presentava due targhe con iscrizioni in latino: «A Niccolò Copernico dalla Patria riconoscente» e in polacco: «A Niccolò Copernico dai compatrioti». Queste targhe furono rimosse e sostituite con iscrizioni in tedesco. Due anni dopo, l'11 febbraio 1942, Maciej Aleksy Dawidowski "Alek" dell'Organizzazione del Piccolo Sabotaggio "Wawer" tolse le nuove targhe e le nascose. Dopo la Rivolta di Varsavia, il monumento fu in parte distrutto e portato fuori da Varsavia. Dopo essere stato ritrovato in un deposito di rottami, fu riportato nella capitale polacca e restaurato.
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